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di Andrea Brambilla

Pubblicato il 19 novembre, NOI, LORO, GLI ALTRI è il settimo album in studio Marracash, a due anni dal precedente Persona. Marracash, all’anagrafe Fabio Bartolo Rizzo, classe 1979 cresciuto a Milano. Un annuncio un po’ a sorpresa, con sole 24 ore d’anticipo tramite i suoi canali social.

Parlare di Marracash significa abbracciare un rap diverso da quei luoghi comuni che caratterizzano questo mondo. Non si tratta di canzoni in cui i temi principali sono donne-motori-spaccio-soldi, piuttosto si abbraccia a piene mani la Barona e le persone che ha conosciuto e con cui è cresciuto. Dietro ogni lavoro, la Barona e tutto quello che ha significato per il rapper costituisce il fil rouge che unisce il mondo di Marracash. Dal video di Badabum Cha Cha a 20 Anni (Peso), da BRAVI A CADERE – I polmoni ad APPARTENGO – Il sangue, sono solo alcuni esempi in cui Marracash racconta il proprio rapporto con un quartiere che assume più la forma di un elefante impossibile da ignorare. Un filo rosso che prosegue anche con il nuovo album in cui in NOI:

Eravamo in Santa Rita a far benza
Quando abbiamo sentito gli spari in Viale Faenza

Non posso sapere cosa significa crescere in un quartiere che all’epoca era abbandonato a sé stesso, dove la legge è dettata letteralmente da più forte. Ma sono sicuro che questo ha contribuito a creare in Marracash una visione della politica cinisca, quasi nichilista. Una visione che è oltre il facile sono-tutti-uguali, ma che critica un modo di fare politica ben preciso.

Il sonno della ragion vota Lega
(…)
Salve, Salvini, se lo contesti, già se lo citi, manda faccina e bacini

Dice in QUELLI CHE NON PENSANO – Il Cervello, che se combinato con il “mezzo punto di Pil di Renzi” sembra quasi leggere una critica ad una classe politica leggera, incapace di affrontare in modo serio e puntuale un dramma sociale che il rapper dimostra di conoscere molto bene.

Niente di eccezionale la mia storia
I miei non eran dottori e nemmeno ladri
Dalle miei parti, sa, era già qualcosa
Le vere star per noi erano i criminali
No dialogo a un tavolo, non li biasimo
Lavoro sporadico, sfratto e due figli a carico
E dirlo è pessimo, è come non ci conoscessimo
Cosa sognassero non me lo immagino.

Non stupisce quindi sapere che Marracash non abbia mai votato e non possiede neanche la scheda elettorale. Prima della pandemia aveva però partecipato ad un raduno organizzato dalle Sardine, giustificando la sua presenza con una frase tanto ingenua quanto diretta: Non prendo cachet, ci vado perché, boh, mi va di farlo. Così è NOI, LORO, GLI ALTRI, un album fortemente politico, lontano dalla propaganda vicina al populismo e all’antipolitica; sputa fuori la realtà sociale, riflette su quello che ci circonda, grezzamente senza mai risultare volgare ma con l’importante ambizione di restituire un’istantanea di quella che è la società di oggi.

Non ha scritto testi militanti per manifestazioni studentesche come accadeva negli anni ’60 e ’70 – e in questo ci tengo a ricordare Paolo Pietrangeli recente scomparso, noto ai più per essere l’autore di Contessa, una delle canzoni più celebri di quel periodo – e si è tenuto ben lontano dal rap militante, che a cavallo tra anni ’80 e ’90, partendo dai centri sociali di Bologna ha portato alla diffusione della cultura hip-hop in tutta la penisola,  avendo nei Sangue Misto gli interpreti più celebri. Marracash non ha nemmeno scritto un inno per un movimento populista, non ha imitato l’ingresso in politica di Berlusconi nel 1994 e non ha registrato un dominio internet che possa far pensare ad una sua candidatura per le politiche del 2023 salvo poi risultare una riuscita (?) operazione di marketing; ha fatto bene il suo lavoro di poeta urbano.

COSPLAYER è la canzone che raccoglie il senso dell’album, racconta l’ibridazione che sta avvenendo tra social e politica rendendo i politici sempre più simili ad influencer, finché non candideranno loro direttamente criticando duramente chi si fa portatore di certe battaglie solo per ricavarsi un po’ di fama e di riconoscimento da chi le sta portando avanti:

Dio ci salvi dall’ipocrisia, dal rumore di fondo
E da chi sceglie solo le proteste monetizzabili

Concludendo con una tagliente fotografia tremendamente attuale della nostra società di massa nel quale si rivendica il sacrosanto diritto all’identità personale, ma nel quale si è persa la visione d’insieme, i sogni collettivi:

Oggi che tutti lottiamo così tanto per difendere le nostre identità
Abbiamo perso di vista quella collettiva
L’abbiamo frammentata
Noi, loro e gli altri

Un mondo pieno di contraddizioni nel quale i diritti sociali si contrappongono ai diritti civili specie quando da battaglie di civiltà diventano singole bandierine individuali, quando in realtà dovrebbero andare a braccetto sostenendosi a vicenda. Marracash questo lo sa bene e lo dice anche nel titolo dell’album: “racconta il momento: siamo una società frammentata, divisa in squadre e fazioni, ognuna con la sua verità. Si rivendica il diritto all’identità, e nei casi di quella sessuale ad esempio lo trovo giustissimo, e allo stesso tempo si perde la visione d’insieme”.

L’ibridazione tra social e politica si compie nel brano GLI ALTRI (Giorni Stupidi), nel quale oramai il mondo virtuale ha preso il sopravvento su quello reale e dettando legge:

Mio cugino lascia il Milan per giocare a COD
E suo padre twitta in ditta per fargli i TikTok
Prima donna presidente
Per me sarà un’influencer

E che la pandemia ha pesantemente acuito, anche se la direzione era già chiara

E a volte penso che non so cos’altro può succedere quest’anni ormai,
Ma mi rimane la sensazione,
Che più che un periodo è sbagliata la direzione.

Se Persona era un viaggio interiore, scritto sulla base di un periodo particolarmente difficile per l’artista, in NOI, LORO, GLI ALTRI, Marracash non vuole far prevalere l’IO sul NOI allontanandosi dall’Io tipico del rap, ma riflettendo su quanto queste due lettere ci abbiano reso estremamente soli, egocentrici se non addirittura egoisti, scendendo fino alle contraddizioni individuali sintomo della frammentazione collettiva in atto

Soffocati gli idealismi, condannati a non capirci
Forse è questo, forse
Siamo solo più egoisti
Forse un cane, niente figli

Addentrarsi nei temi riguardanti Il diritto alla città, agli spazi, la differenza sociale presente da quando vieni alla luce in una determinata coordinata nel globo non è facile; questi temi sono stati studiati per anni da grandi filosofi, sociologi, geografi quali Henri Lefebvre, David Harvey o Edward Soja proprio allo scopo di ridurre le differenze sociali, Marracash gli supera in una barra in LORO, riuscendo a raccontarlo con una semplicità disarmante:

Riesco a immaginare più la fine del mondo
Che la fine della differenza sociale

Ai temi sociali alterna storytelling urbani che non eravamo più abituati ad ascoltare da un rapper di fama mainstream, come LAUREA AD HONOREM (feat. Calcutta) che riesce a far commuovere con banali storie di ragazze e ragazzi cresciuti in contesti urbani difficili

Nel tuo rione
Tutti campioni di sopportazione

Paragonando la protagonista alla grettezza della periferia più dura “Ti fai ruvida come il paesaggio” o NOI, ambientato nella Milano che Marracash ha vissuto da ragazzo:

Era Italia 90 e per le partite
Aveva portato una tv giù nel cortile

E racconta l’ingresso nel mondo delle serate e della droga:

Mi ricordo Tibaldi, le sere al Subway,
Poi gli anni del Tiratardi, bustina dopo dopo bustina

E la differenza da sempre denunciata con chi vive nella Milano bene, narrandolo come realtà diversa ed esterna al contesto nel quale è cresciuto:

Penso ai nostri giri in centro,
Come fughe tutti in scooter nessuno che andava sotto i cento. 

Se dovessi paragonare l’album ad un film recente, non potrei che farlo con il Joker di Todd Philips interpretato da Joaquin Phoenix, i dubbi sono rimasti “Forse la salute mentale è roba da ricchicome a Gotham City con il comune che chiude i servizi per la società e gli spazi vengono riempiti da chi è in cerca del profitto facile, alimentando una guerra tra poveri sempre più relegati ai margini della società.

Nonostante la sua lontananza dal voto, Marracash resta uno dei pochi cantautori del panorama nazionale capace a scrivere di politica e temi sociali fuori dalle retoriche del passato e dalle proteste monetizzabili di criticate in Cosplay. E lo fa tremendamente bene. Sono tanti i ragazzi e le ragazze di oggi, ma anche di ieri (è in attività dal 2000), che si riconosco nei suoi testi, alcuni votano, altri addirittura militano e fanno politica, ma molti non si sentono rappresentati ed è compito nostro tornare a rappresentarli.

Fai sognare gli italiani io li vorrei svegliare
Sale chi è senza talento e senza morale
Nessuno fa niente se si sente impotente ma
È cosi facendo che lo rende reale
Non è casuale no dalle case ALER
Appartengo e non mi vendo per due collane
Riesco a immaginare più la fine del mondo sì
Che la fine della differenza sociale.

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