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di Federico Bottelli

Non è semplice

Una delle questioni più intricate degli ultimi decenni è sicuramente la crisi israelo-palestinese, che riguarda la vita di milioni di persone aderenti a culture e tradizioni diverse, e la suddivisione di un territorio conteso e martoriato. Come Giovani Democratici di Milano Metropolitana avevamo già preso una posizione sul tema, chiedendo al PD di riconoscere finalmente il diritto dei Palestinesi a vivere sul loro territorio, senza subire attacchi violenti e indiscriminati da parte di Israele. La nostra era – ed è – una posizione condivisa e ponderata, che cerca – senza pretesa di completezza – di tenere insieme i molti fattori di complessità della questione: complessità che invece è stata ignorata dal gruppo della Lega in Consiglio Comunale a Milano, che la settimana scorsa ha presentato una mozione di “condanna degli attentati terroristici in Israele” per esprimere “solidarietà allo stato di Israele”, che aveva lo scopo di condannare atti violenti che hanno ucciso tredici civili israeliani, ma che affronta la questione in maniera unilaterale e semplicistica.

Eppure, come Consigliere Comunale ho votato a favore di questa mozione, e come Giovane Democratico mi sento in dovere di spiegare i motivi di questa mia scelta.

Il testo della mozione in allegato per correttezza e chiarezza

 

Perché spesso non è tutto bianco o nero

Il motivo che mi ha spinto a votare a favore di questa mozione è la convinzione profonda che qualunque atto terroristico contro la popolazione civile, in qualunque parte del mondo, contro qualunque popolo di qualunque fede religiosa sia da condannare con la massima forza possibile. Non era giusto che io mi esprimessi, o l’intero Consiglio Comunale di Milano si esprimesse, per non condannare atti terroristici che hanno ucciso tredici persone.

Però, bisogna essere altrettanto onesti, la mozione ha diversi profili di problematicità di cui la scelta binaria tra “favorevole” e “contrario” non consente di tenere conto, ma di cui penso sia giusto parlare: in primo luogo, la mozione fa una velata associazione tra antisemitismo e antisionismo, l’uno l’odio verso gli ebrei, da condannare e punire senza se e senza ma, l’altro l’opposizione all’esistenza dello Stato di Israele: due idee molto diverse che non possono essere messe sullo stesso piano, naturalmente considerando che il problema non è lo Stato di Israele in sé quanto le politiche violente che mette in atto; in secondo luogo, come PD siamo riusciti a eliminare dalla versione finale della mozione il riferimento a Israele come “unico stato democratico del Medio Oriente”, una posizione politica e un’affermazione geografica fattualmente sbagliata: il Libano, che confina con Israele e Siria, è una repubblica parlamentare; da ultimo, ma assolutamente non per importanza, il problema di questa mozione è ciò di cui NON parla, ossia la violenza sproporzionata che ogni giorno i Palestinesi sono costretti a subire sul proprio territorio a opera dell’esercito israeliano: una vera e propria occupazione illegale che conta centinaia di palestinesi uccisi ogni mese, e di cui le violenze della Polizia israeliana durante i funerali della giornalista Shireen Abu Akleh sono solo l’ultimo episodio.

 

In conclusione….

Questi sono i motivi che mi hanno spinto a votare a favore di questo testo, dopo aver dibattuto e riflettuto.

Sicuramente non sono completi, forse possono essere sbagliati, ma ho cercato di agire secondo la mia sensibilità e la sensibilità di tutte le persone che rappresento: condannare con forza violenze che hanno portato alla morte di civili, ma evitando qualunque ipocrisia ed essendo sincero con me stesso e con voi. con me stesso e con voi.

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