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È passato un anno e mezzo dalle elezioni comunali Milano, quando la nostra squadra di #GenerazioneMilano ebbe la fiducia di migliaia di persone ed espresse amministratori e amministratrici a Milano e in tutti i municipi. Ora è tempo di riflettere e fare un primo bilancio di quest’esperienza: consiglierə e assessorə racconteranno in questa rubrica i loro risultati e obiettivi futuri, per raccontarvi e raccontarci non solo i successi ma anche quanto ancora c’è da fare per rendere questa città sempre più inclusiva.

Di Martina Rossi, Francesco Raganelli e Ludovico Tozzo

 

Cinquecentosessantadue giorni pieni di sfide e di scoperte. Cinquecentosessantadue giorni nei quali è cambiato il nostro modo di guardare la città, i bisogni dei cittadini e il nostro ruolo all’interno della comunità locale. Cinquecentosessantadue giorni nei quali, tra grandi ambizioni e qualche complicazione, abbiamo realizzato alcuni dei progetti presentati in campagna elettorale.

Oggi siamo qui per raccontarteli, con l’orgoglio di chi ha mantenuto le promesse ma anche con la consapevolezza che ci sia bisogno di curiosità e inventiva per una buona amministrazione, considerando il momento complicato che stiamo attraversando.

È proprio con questo spirito che nasce la prima idea di cui vogliamo parlarti, quella di una biblioteca più “leggera” ma in grado di assolvere a tutte le funzioni di una tradizionale. Ci siamo chiesti infatti come fosse possibile rispondere alla ormai decennale carenza di una biblioteca nel quartiere Solari – Tortona – Savona, pur constatando l’assenza di spazi adeguati a realizzarne una da zero. Abbiamo pensato dunque di dare uno sprint in più al già esistente servizio di consegna libri del Comune di Milano, facendolo vivere in sinergia con un importante spazio gestito dal nostro Municipio come il Seicentro di piazza Berlinguer.

Avendo individuato infatti un caffè letterario collocato di fronte al nostro spazio, ci è sembrato che facesse al caso nostro per sperimentare una collaborazione. Il primo passo è stato quello di aprire il Seicentro, in orario d’ufficio, e renderlo un’aula studio gratuita dotata di tutti i servizi necessari. Il secondo, prendere accordi con il caffè letterario e far sì che diventasse un punto di ritiro della Biblioteca di Milano. In questo modo, a breve sarà possibile prenotare il testo desiderato e ritirarlo di fronte all’aula studio da noi allestita, magari prendendo un caffè o lasciandosi incuriosire dai tanti libri proposti sugli scaffali.

In fin dei conti, una biblioteca svolge queste due funzioni, permettendo di prendere in prestito libri ma anche di consultarli al suo interno. Seppur la nostra sia più “leggera” di quelle che siamo abituati a conoscere, siamo sicuri che offrirà un’ottima soluzione ad un quartiere che, anche per vocazione, non può rimanere senza uno spazio culturale di questo tipo.

La seconda idea si lega invece alla nostra convinzione che sia essenziale restituire alcuni spazi urbani ai cittadini e, al contempo, valorizzare e incentivare un nuovo modo di vivere la città.

Grazie ad un percorso fatto insieme al Consiglio delle Ragazze e dei Ragazzi del Municipio, una rappresentanza di studenti tra i 9 e i 13 anni eletta dalle scuole del territorio, abbiamo stimolato un progetto di rigenerazione urbana un po’ diverso dal solito.

L’iniziativa, nata proprio dai più giovani, è stata infatti realizzata utilizzando strumenti di urbanismo tattico e ci ha permesso di cambiare il volto del marciapiede di fronte ad alcune scuole con colorati percorsi di gioco e avventura, permettendo anche ai più grandi di guardare la città con gli occhi dei bambini.

L’obiettivo che ci ha guidati è stata la volontà di rendere quanto più fruibile lo spazio intorno alle scuole per farlo diventare un punto d’incontro dedicato alla socialità e ai momenti di aggregazione, nonché per sviluppare la creatività di piccoli e grandi. Un messaggio positivo per comunicare i valori della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, ma soprattutto per trasmettere ai ragazzi l’amore per il bene pubblico e l’importanza delle regole di educazione civica.

Il progetto ha visto la collaborazione anche di una realtà attiva sul nostro territorio, in grado di unire l’impegno sociale con la creatività, che ci ha permesso di realizzare un vero e proprio progetto di design basandosi sui bozzetti realizzati direttamente dalle ragazze e dai ragazzi.

Non si tratterà magari di un intervento strutturale sulle scuole, ma attraverso piccoli passi come questo possiamo dar voce al sentimento dei più giovani, che saranno i protagonisti del domani e a cui abbiamo la possibilità e il dovere di consegnare una città migliore.

L’ultima iniziativa, ma non per importanza, di cui ti parleremo è la mostra “Art Is Young”

Il pensiero alla base è semplice ma dirompente: portare in uno spazio fisico le opere di giovani artisti che solitamente vivono e prosperano nello spazio virtuale. Alla chiamata hanno risposto decine di creativi, ognuno con la propria modalità espressiva, tradizionale o contemporanea che fosse, dando vita a una mostra vivace e in grado di restituire la percezione giovanile del nostro tempo e della nostra città. Se tanti sono stati gli artisti coinvolti, tantissimi sono stati i cittadini che hanno deciso di visitarla, sia nel giorno dell’inaugurazione in cui è stato raccontato il concept dell’iniziativa, sia nei giorni seguenti di apertura al pubblico.

Una conferma che la voglia di sperimentare e conoscere da parte del nostro territorio sia forte e della responsabilità che abbiamo, come giovani amministratori, nell’offrire una visione diversa di come vivere la città.

L’abbiamo promesso in campagna elettorale, ne abbiamo preso consapevolezza in questi mesi e lo abbiamo raccontato in queste righe: i giovani in politica possono e devono cambiare il paradigma. Perché l’amministrazione non è cosa semplice e implica la necessità di compiere scelte. Per la prima volta è il nostro turno, non solo di chi scrive ma di tutta Generazione Milano, e ogni piccolo cambiamento che riusciamo a portare può essere grande se cambia la percezione di un problema.

Ci siamo candidati con tanti sogni nel cassetto e, anche se non riusciremo forse a realizzarli tutti, sarà proprio l’aver sognato a dare una luce diversa a quello che porteremo a termine. Siamo fatti così, l’abbiamo scelto per passione e lo porteremo avanti per chi ha visto in noi un pezzetto di futuro.

i ragazzi e le ragazze di Municipio 6

Redazione GD

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La Redazione è lo spazio di approfondimento e confronto pubblico dei Giovani Democratici di Milano Metropolitana!

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