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di Samuele Appignanesi

Il TDOR, Transgender Day of Remembrance, si celebra ogni annoil 20 Novembre ed è dedicato a commemorare le persone che nel corso dell’anno hanno perso la vita a causa di violenza transfobica. Questa giornata è nata nel 1999 per commemorare Rita Hester, una donna trans afro-americana uccisa l’anno prima. La fondatrice, Gwendolyn Ann Smith, ha voluto dedicare un momento alla memoria delle vittime di transfobia, in un mondo che cerca di cancellare la stessa esistenza di una comunità transgender. Nel corso del tempo, questa occasione è diventata sempre più importante per la comunità trans* e per tutte le persone queer.

Parallelamente, negli ultimi anni, il Pride ha assunto un’importanza e una risonanza sempre più grandi, quest’anno ben 300 mila persone hanno sfilato qui a Milano. Questa crescente attenzione da parte della società verso quella manifestazione ha avuto un grandissimo ruolo nel creare una conversazione sui problemi e gli ostacoli che la comunità LGBTQ+ affronta nel nostro paese e nel mondo. Il Pride è la giornata dell’anno che è dedicata a fare rumore, ad essere, appunto, orgogliosə del nostro orientamento sessuale e della nostra identità di genere. È il giorno in cui, con arcobaleni, musica e danza, ricordiamo al mondo che non è possibile cancellarci, che tutti i loro attacchi non saranno mai in grado di zittirci. In breve, il Pride è il simbolo della gioia queer.

Tuttavia, non si può dimenticare che quella per i diritti civili è una battaglia tutt’altro che vinta e che, anzi, c’è ancora moltissimo lavoro da fare. Quando il nostro paese è governato da persone chedisprezzano così apertamente le persone LGBTQ+, essere orgogliosə è necessario, ma non è sufficiente. È essenziale partecipare e sostenere quelle manifestazioni nate per portare l’attenzione sugli attacchi costanti che le persone queer subiscono,su tutte le persone che hanno perso la vita a causa degli stessi e su quelle che non sanno quanto ancora riusciranno a sopravvivere.

Il TDOR è uno di questi giorni. Le persone trans* sono tra i gruppi più vulnerabili e più odiati al mondo. La transfobia è un sentimento così diffuso e normalizzato che sono poche le persone che storcono il naso di fronte a delle battute” basate su stereotipi e insulti. C’è così tanto odio per un gruppo di persone così piccolo che abbiamo bisogno di una giornata per commemorare le tantepersone che questo odio ha ucciso.

Qualche mese fa, 4 agenti della polizia locale di Milano hanno deciso di picchiare brutalmente una donna trans* che non stava in alcun modo resistendo. Si sono giustificati e sono stati giustificati facendo ricorso a pregiudizi e stereotipi, diffondendo storie false sulla condotta di una persona il cui unico vero crimine era esistere. Sempre quest’anno, dei consiglieri regionali lombardi hanno provato a far passare una mozione che abolisse le carriere alias nelle scuole, per difendere i bambini dalla presunta “ideologia trans”. Tutto questo è avvenuto nello stesso luogo in cui quelle 300 mila persone sono scese in strada per il Pride.

Quest’anno, in Italia, hanno perso la vita a causa di reati transfobici 358 persone con un’età media di 23 anni, il che significa che c’è stata almeno una morte al giorno. A questo numero vanno aggiunte tutte le morti trans che non sono state riconosciute come tali per varie ragioni, e tutti gli attacchi, fisici e verbali, per la maggior parte dei quali non c’è mai stata giustizia. Per portare rispetto a queste vittime non basta andare al prossimo Pride a giugno, non basta sventolare la bandiera arcobaleno. In onore di questi esseri umani che abbiamo perso in modo così ingiusto, dobbiamo sentire la profonda tristezza che la morte porta con sé. Dobbiamo ritrovarci e marciare il 19 novembre, dedicando a loro i nostri pensieri e sentendo il peso di questo lutto. Fatto questo, l’orgoglio che sentiremo a giugno avrà un valore diverso, sarà più forte e consapevole. E unendo il lutto all’orgoglio, prima o poi cambieremo il mondo.

Redazione GD

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La Redazione è lo spazio di approfondimento e confronto pubblico dei Giovani Democratici di Milano Metropolitana!

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