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di Ernesto Guido Gatti

Dopo le proteste, cercate e stimolate da Trump, avvenute a Washington il 6 gennaio i due grossi protagonisti dell’oligarchia social hanno deciso di bloccare i profili del (quasi) ex Presidente, la motivazione sarebbe evitare nuove incitazioni a violenza e sommosse.

Sia Facebook-Instagram che Twitter hanno deciso che l’uomo più potente del mondo non aveva più diritto di parola sulle loro piattaforme private. Accogliere questo gesto con favore perche di Trump si ha la più bassa opinione possibile è un errore e un problema per tutti.

Dai social oramai passa la quasi totalità della discussione politica, della propaganda e della campagna elettorale, alle volte sono persino i social a dettare l’agenda giornaliera di governi, politici e politicanti, una concessione pericolosa nelle mani di solo due uomini.

Il blocco dei profili di Trump, da un certo punto di vista ampiamente giustificato, è stato l’ariete con cui il sistema oligarchico di internet ha sovvertito la democrazia eliminando dal campo della discussione niente meno che il Presidente degli Stati Uniti.

Vittime dell’idea che il privato possedendo una piattaforma sia anche investito del diritto di poter decidere chi può sostenere una determinata posizione o idea, ci dirigiamo verso il mercato del diritto di parola. Un mercato sovranazionale, in mano a pochissimi e difficilmente regolamentabile. Siamo sicuri che sia una buona idea?

I social, sono una delle maggiori fonti di uscita del bilancio di un politico, che già deve pagare un privato per esistere nel dibattito pubblico e che da oggi dovrà pagare anche per il diritto di parola. Prima di rispondere ai propri elettori, sara necessario seguire le linee guida di una azienda che determinano come, quando e cosa un politico eletto possa dire.

Per questo no, anche se sei di sinistra, anche se disprezzi Trump e anche se fai il conto alla rovescia segnando quanti giorni manchino al 20 gennaio, non è una buona notizia che non ci siano più tweet e post del Presidente degli Stati Uniti.

Redazione GD

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