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          di Tommaso Fonti

In questi ultimi due anni, abbiamo compiuto numerosi progressi, ma desidero concentrarmi sulle questioni che abbiamo ritenuto più urgenti e spesso trascurate. La pandemia da COVID-19 ha amplificato l’insicurezza generale, con un aumento dei casi di depressione, autolesionismo e il ritiro nella solitudine, insieme a disturbi alimentari, che sono sintomi evidenti di una precaria salute mentale. Inoltre, la pandemia ha accentuato le disuguaglianze, con le persone economicamente e culturalmente più svantaggiate che faticano maggiormente ad accedere all’assistenza psicologica, nonostante ne abbiano maggiore bisogno.

Per affrontare queste sfide, abbiamo creato il servizio di “psicologo di quartiere” o “psicologo di comunità”, il quale non si occupa solo della dimensione psicologica, ma anche di quella sociale. Lo psicologo di quartiere funge da primo punto di accesso, offrendo gratuitamente tre incontri di “screening” per valutare le esigenze delle persone e indirizzarle verso un supporto appropriato all’interno della comunità. Questo coinvolge la costruzione di una rete sociale che comprende enti del terzo settore, amministrazione, cittadini e altri soggetti in grado di offrire aiuto. Per coloro che ne hanno più bisogno, offriamo anche percorsi di psicoterapia o psichiatria più mirati in collaborazione con l’ordine degli psicologi. Da quando abbiamo introdotto il servizio di psicologo di quartiere, non c’è stato un solo giorno in cui non siamo stati chiamati in causa, dimostrando quanto sia urgente questa iniziativa.

La salute mentale, le fragilità e l’aggravarsi delle disuguaglianze sono strettamente legate al problema fondamentale della povertà. Le persone più svantaggiate sono spesso le più colpite, vivendo in condizioni precarie e affrontando difficoltà nell’inserirsi nel mondo del lavoro, a volte persino senza una dimora. Per affrontare questa sfida, abbiamo istituito una commissione per il Piano freddo comunale in collaborazione con i servizi sociali e l’assessorato alle politiche sociali. Questo è particolarmente importante, considerando la presenza di una stazione centrale nel nostro municipio che accoglie molte persone senza dimora in cerca di aiuto. L’obiettivo è definire misure e strategie per affrontare queste situazioni di emergenza.

Abbiamo anche dedicato tempo ed energia al miglioramento della mobilità, proponendo una visione più sostenibile e sicura per la nostra comunità. Abbiamo espresso il nostro sostegno per progetti significativi che influenzeranno positivamente il nostro municipio, come la realizzazione della metrotranvia nord per collegare una vasta parte dell’area settentrionale di Milano, che si estende addirittura da Affori a Cascina Gobba. Inoltre, stiamo lavorando all’implementazione di una corsia preferenziale in via Padova e affrontando questioni specifiche come gli incroci pericolosi che hanno causato diversi incidenti. Riteniamo che la gestione municipale non debba limitarsi solo a grandi progetti, ma debba anche rispondere alle esigenze dei cittadini per le questioni più piccole, ma altrettanto rilevanti, come la riparazione delle buche stradali e la manutenzione delle strade.

  di Arianna Curti

E sono già 2 anni…mi ricordo ancora il mio primo giorno di ufficio in cui mi guardavo attorno, incredula, un po’ smarrita, ma felice di poter fare la mia parte, consapevole che sarebbe stato un percorso difficile, ma pieno, come per questi 2 anni effettivamente è stato. Ricordo il primo Consiglio fiume dalle 19 alle ore 3 del mattino, quando per la prima volta mi sono scontrata con le dinamiche di ostruzionismo in aula, il primo DUP (documento unico di programmazione) scritto. I primi 8 mesi circa di questi 2 anni mi sono serviti per capire cosa significasse fare l’assessora in un Municipio complesso, 160mila abitanti, grande quasi come Brescia, strappato alla destra e a mio giudizio impoverito da quel governo lungo 5 anni che aveva reso il nostro territorio un campo di battaglia contro l’amministrazione centrale e non terreno dove costruire valore con un approccio inclusivo delle diverse sensibilità politiche. Poi invece ho avuto modo di entrare nel vivo e tracciare la mia linea, giusta o sbagliata che sia consapevole di avere dalla mia parte la comunità dei Giovani Democratici di cui faccio orgogliosamente parte, un Presidente di Municipio, Simone Locatelli, a cui riconosco di avermi scelta nonostante la mia inesperienza assoluta, essendo la mia prima volta da amministratrice locale, un gruppo di colleghe e colleghi eterogeneo, ma rispettoso delle diversità in modo schietto.

Il progetto che ricordo maggiormente come coinvolgente (ma anche difficile e faticoso!) di questi 2 anni è l’educativa di strada. Il Presidente e la vice della commissione educazione, Filippo Preziati e Maura Pirina, vennero a raccontarmi questo loro sogno che era stata anche una delle sfide della campagna elettorale. Ci servivano tanti soldi (quasi 30mila euro, sic!) per provare a fare un progetto pilota per i nostri territori, andavano studiate le aree, capiti i bisogni, in 6 mesi di duro lavoro lo abbiamo fatto. Primo obiettivo raggiunto, insieme, frutto di costanza, dedizione e impegno, ma anche di passione. Questo progetto ha permesso ad alcuni educatori di intercettare e ingaggiare ragazze e ragazzi che avevano abbandonato i loro sogni, la scuola, il lavoro, attraverso la frequentazione dei loro spazi come l’anfiteatro martesana così da coinvolgerli e farli sentire protagonisti di nuove sfide nei campi più svariati come musica, arte, sport. La soddisfazione più grande è stata quella di apprendere dagli educatori che partecipassero al progetto anche ragazzi MAP cioè messa alla prova, ovvero ragazze e ragazzi con già qualche precedente penale, ma con tanta voglia di mettersi in gioco.

Altro progetto che ricordo con affetto è il corso di lingua dei segni per la popolazione in età scolastica, con le rispettive famiglie ed insegnanti, tenutosi presso Cascina Cattabrega. Enorme l’emozione di vedere per la prima volta famiglie con difficoltà di comprensione della lingua italiana, venute da lontano a Milano, per curare qui i loro bambini, imparare italiano e Lis insieme alle proprie figlie e ai propri figli. Veramente commovente ancora oggi raccontarlo.

A livello educativo abbiamo fatto tanto, posso ad oggi fare un primo bilancio personale positivo: abbiamo anche stilato un protocollo insieme agli altri Municipi con la consulta provinciale degli studenti, riattivato l’osservatorio su bullismo e cyberbullismo, ridisegnato il tavolo giovani che raggruppa ad oggi 54 realtà educative che hanno al centro del loro agire politico i giovani, creato un tavolo ad hoc che raccoglie le dirigenze scolastiche di comprensivi e scuole superiori statali e non, per raccordare le scuole sui progetti educativi, condividere le difficoltà come accadde con i tamponi scolastici, primo tema di cui si occupò il tavolo durante la pandemia, o per portare avanti tematiche centrali come la memoria, firmando in molte scuole, il patto di collaborazione per l’adozione delle pietre di inciampo presenti sul territorio. Proprio con le scuole, nel 2023, ho avuto il privilegio di rappresentare il Comune di Milano alla celebrazione internazionale a Mauthausen: è stato un onore per me dividere queste emozioni e questo viaggio con le ragazze e i ragazzi che avevano preso un impegno insieme alla loro scuola come testimoni di memoria.

Abbiamo cercato nel nostro piccolo di tenere fede ad alcune delle linee che ci eravamo prefissati durante la campagna elettorale come quella di portare cultura e sport a 15 minuti: lo abbiamo fatto realizzando feste dello sport di quartiere, cinema all’aperto, iniziative culturali nei cortili delle case di edilizia residenziale pubblica e istituendo insieme al Presidente della commissione cultura Federico Chendi, una rassegna letteraria nei quartieri, rivitalizzando Cascina Turro con eventi e iniziative di sensibilizzazione come per la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, del 25 novembre, per la quale abbiamo lanciato anche nel 2022 un progetto “abbine cura” che coinvolgesse anche le scuole realizzando panchine rosse recanti il numero di emergenza o cartelloni e striscioni sul tema della violenza di genere, abbiamo poi piantato l’albero della legalità di Municipio e realizzato una camminata verso i luoghi confiscati alla criminalità organizzata presenti sul nostro territorio in collaborazione con le scuole. Abbiamo realizzato insieme io e la mia collega di giunta Donatella Ronchi, con l’associazione delle fotografe italiane, una mostra fotografica sotto il tunnel di sammartini, per dare un messaggio di speranza e solidarietà nella lotta a tutte le donne che vivono ancora nel buio.

Abbiamo spesso avuto il coraggio di fare cose diverse o nuove, sperimentando come quando abbiamo esposto la bandiera del pride, fatto volantini esplicativi sui servizi attivi per far fronte alla violenza nei confronti della comunità LGBTQIA+, sostenendo il lavoro di un corso di design del politecnico che ha realizzato delle installazioni momentanee a tema presso piazzetta transiti, proiettando grazie al lavoro del Presidente della Commissione a tema Davide Bassani e alla vice Laura Canali, il film “le favolose” in un anfiteatro martesana pieno, in un Municipio in cui queste politiche erano dimenticate da anni avendo la conferma che la cittadinanza è vigile, aperta e libera, la politica spesso invece indietro.

Per questo, per non rimanere indietro e aprirci al confronto, Tommaso ed io abbiamo ideato il forum degli amministratori e delle amministratrici di Municipio 2, una riunione ogni 3 mesi, ma il lavoro continua nel tempo, in una delle diverse città aderenti con elette/i under30 gd per mettere a sistema e condividere idee e progetti.

Leggendo potrà sembrarvi un lungo elenco (e vi assicuro che sono solo alcune delle cose che ho avuto il privilegio di seguire in questi mesi) eppure sono volti, persone, passi storie.

Concludendo racconto volentieri la prima enorme cantonata che avrei preso (sicuramente la cittadinanza direbbe che ne ho prese di peggiori, ma a me piace pensare che la più grossa sia stata questa!) se non ci fosse stato il mio collega assessore al verde e fotografo, ad affiancarmi, Giancarlo Aprea, scomparso purtroppo prematuramente a gennaio 2023. Ci fu presentato un progetto artistico per realizzare dei calchi dei portoni di via Padova. Giancarlo entusiasta perché sapeva guardare ben più lontano avendo 10 anni di esperienza rispetto a me. Sono onesta, l’avrei bocciato perché eccessivamente caro e gli artisti eccessivamente artisti per i miei gusti (molto limitati!). Accettai perché mi fidavo del suo sguardo. Da quell’esperienza nacque un vero e proprio laboratorio di quartiere, una mostra presso Assab One con centinaia di visitatori, un libro che raggruppa tutte le opere, cittadine e cittadini che raccontando la storia del loro portone hanno raccontato pezzi di vita della città, del quartiere e del Paese, permettendo anche a noi di scoprire cose nuove. Il rammarico più grande è che alla mostra Giancarlo non ci fosse. Sono stata troppo lenta purtroppo. Però so che ovunque sia ancora ogni tanto guarda la sua giunta e gli viene da ridere.

Redazione GD

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La Redazione è lo spazio di approfondimento e confronto pubblico dei Giovani Democratici di Milano Metropolitana!

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